Nella struttura del paesino assume una particolare importanza storica il “rione d’e Vesune” (letteralmente “quartiere dei Visoni”, chiamato anche “e Vesune”, italianizzato “i Vesuni”).Il toponimo è di origine incerta: secondo la tradizione orale deriverebbe dal viso largo o burbero dei contadini che ne erano gli abitanti; in alternativa potrebbe essere derivato dai “grandi visi” presenti nella decorazione del portale di uno degli edifici (palazzo Picciocchi), o dal nome della dea Vesuna, divinità della fertilità attestata principalmente presso i Marsi.Il quartiere sorse probabilmente durante la dominazione spagnola, abitato in prevalenza da contadini poveri. Con l’apertura della linea ferroviaria per Napoli alla fine dell’ 800 ebbe un forte incremento demografico, attraendo abitanti dal napoletano e dal resto dell’agronolano.Molti edifici subirono danni nel terremoto del 23 novembre del 1980 e dalle successive scosse del 14 febbraio del1981. Dopo la ricostruzione oggi attrae gli immigrati, provenienti in particolare dai paesi dell’est europeo, e si presenta tuttora in crescita demografica.